Tagmegalitismo

Un antico e misterioso megalite scoperto in Russia

Il megalite raffigurante un grifone ritrovato nella regione dell’Altaj (Russia)

 

Bisogna aguzzare la vista per scorgere nell’immagine il profilo di un grifone scolpito  nella roccia:  dietro  alla sua realizzazione rimane il mistero del popolo che lo  ha realizzato.

La scoperta, avvenuta nel 2013 ma solo  recentemente resa pubblica, è stata localizzata presso il monte Mokhnataja a 20 chilometri  dalla città di Belokurikha nella regione di  Altaj  (Russia).

Per gli  archeologi l’età del megalite risale tra gli 11.000 e 12.000 anni fa durante l’ultima glaciazione (i  megaliti di  Stonehenge sono  stati  eretti  all’incirca 2.500 anni fa).

Gli  archeologi, comunque, rimangono   cauti  nell’attribuzione di una datazione certa fintanto  che non si  stabilisce qualcosa di più sulla civiltà che ha eretto il megalite  e che, molto probabilmente, ha un legame con una possibile migrazione forzata dovuta all’era glaciale.

 

La “Ruota dei Giganti” del Golan

Rujm el - Hiri  vista  dall'alto

Rujm el – Hiri visto dall’alto

È una Stonehenge mediorientale quella che si trova sulle alture del Golan: in lingua araba è chiamata Rujm el-Hiri, in ebraico Ghilgal Refaim (Ruota dei Giganti), nome che rimanda alla razza dei giganti menzionati nella Genesi.

La struttura, scoperta da archeologi  israeliani  nel 1967 poco  dopo  la fine della Guerra dei sei  giorni,  è formata da cinque circoli concentrici di pietre con al  centro un tumulo. L’età di Ghilgal Refaim, stimata intorno  ai 5.000 anni, è pressoché quella di Stonehenge, mentre le sue dimensioni  sono  minori avendo un diametro di poco  meno  di 160 metri e con pareti  costruite da pietre che arrivano al massimo ai  due metri  e mezzo  di  altezza.

Per alcuni  archeologi  israeliani  il tumulo  centrale nascondeva una tomba che, in seguito, fu  saccheggiata dai ladri attirati  da chissà quale ricchezza. Per altri studiosi la costruzione si  deve ad un gruppo  di nomadi  e solo  in un secondo  tempo, cioè duemila anni  dopo, è stato  costruito il tumulo  al  centro.

Non si  esclude che il sito possa essere stato  utilizzato anche come strumento  calendariale per verificare alcuni  eventi  astronomici  come il solstizio  d’estate.

Ghilgal  Refaim non è l’unico circolo  di pietre scoperto in Medio  Oriente: al meno  una dozzina di  medesime strutture sono presenti in Siria e Giordania.

Questo  fa si  che non si  escluda un collegamento, anche di  tipo  religioso, fra i siti  megalitici  di  quel  particolare territorio.

 

 

 

Un progetto per il “paesaggio invisibile” di Stonehenge

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È universalmente conosciuto  come uno  dei  siti  archeologici più fascinoso  per l’aurea di mistero  che da sempre la circonda: Stonehenge.

Ma cosa si  nasconde nel suo  sottosuolo? Quanti altri indizi sono ancora nascosti per definire la storia  del popolo che ha innalzato  questo monumento?

Per dare una risposta a queste domande è nato  lo “Stonehenge Hidden Landscape Project” , voluto  dall’Università di  Birminghan  in collaborazione con il Ludwig Botzmann Institute for Archeological Prospection and Virtual  Archeology.

Lo  scopo  del progetto è quello  di  creare una mappa tridimensionale di  questo  “paesaggio invisibile” e di  correlarla  con  i  dati ricavati  da analisi geofisiche per poter infine dare un quadro più preciso  dell’ambiente riferito  all’epoca della costruzione di  Stonehenge.

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