Cavie umane

 

Non è una buona pubblicità per l’industria automobilistica  tedesca il recente scandalo per l ‘utilizzo  di  cavie umane, oltreché dei  scimpanzé,   nel  testare la nocività dei gas di  scarico  delle automobili da loro  prodotte.

Il riferimento  è quanto  è accaduto  nel periodo  di  tempo intercorso  tra gli  anni 2013 e 2014 e che fortunatamente le 25 persone sottoposte all’analisi  godono  tutt’ora di  buona salute.

Se  in  questo caso, si parla di  volontari, quindi  di persone consapevoli di  quello a cui  vanno incontro sottoponendosi  al  test,  cosa ancora più grave è quando il numero  di persone coinvolte sono molte di più e inconsapevoli  di  essere delle cavie.

Si parla ancora di  Germania, ma quando  ancora essa era divisa dal  Muro e, quindi, quando  ancora esisteva la DDR (Repubblica democratica tedesca).

Nel 2016 un’indagine del l’Istituto  di  Storia della medicina tedesco, ha portato alla luce che la Germania orientale per circa trent’anni si  faceva pagare dalle industrie farmaceutiche internazionali per testare nuovi  farmaci  su pazienti non a conoscenza dei  rischi  a cui  andavano incontro.

Il tutto avveniva sotto  il beneplacito dell’ufficio  scientifico per il  controllo  dei  farmaci, istituito presso il Ministero della Sanità, a cui  vertice non si  trovavano medici  o  scienziati  ma dirigenti  della famigerata Stasi.

Le richieste di  sperimentazione su  cavie umane non arrivavano  solo dalla Germania, ma anche da altre nazioni   tra le quali Francia, Regno  Unito  e Stati Uniti, mentre le aziende coinvolte superavano  di poco  la settantina.

Soprattutto per lo  spirapril , principio attivo  contro  l’ipertensione, vi  furono  dei  decessi tanto  che, nel 1983, lo studio  venne interrotto.

Sempre a riguardo  dello  spirapril , lo  stesso  fu  a centro  di un altro  scandalo in Svizzera negli  anni ’50,  con malati di un istituto psichiatrico come cavie.   

 

 

 

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