Quando Felice Benuzzi non potè fare picnic sul monte Kenya

Monte Kenya

 

Il monte Kenya (Kerenyaga nella lingua gikuyu) , con i suoi 5.199 metri di  altezza,   è la montagna più alta dell’omonimo stato africano ed è  la seconda vetta più alta dell’Africa: a scalarla per la prima volta, il 13 settembre 1899, fu l’esploratore e geografo  britannico Halford John Mackinder.

La storia che lega un nostro  connazionale al monte Kenya è ben diversa da un’impresa alpinistica,  anche se la componente avventurosa è ben  presente in essa.

Felice Benuzzi (Vienna, 16 novembre 1910 – Roma 4 luglio 1988), fu un diplomatico, scrittore ed alpinista: nel  1943, trovandosi  in Africa durante il conflitto ed una volta fatto prigioniero, venne imprigionato nel Campo 354 situato a Nanyuki a nord – ovest del  monte Kenya, nel  cuore dell’altipiano  popolato  dalla tribù dei kikuyu.

 

 

Nel  1943 Felice Benuzzi aveva trentadue anni, ed era un eserto  alpinista  grazie alle  sue numerose   scalate effettuate nelle Alpi  Giulie quando  viveva a Trieste.

Felice Benuzzi ( a sinistra nella foto) durante la sua prigionia al campo 354 in Kenya

Possiamo  immaginare la sua vita scorrere monotona nel  Campo  354, quando, una mattina, al  diradarsi  delle nuvole vide apparire come un miraggio  la piramide del monte Kenya: uno stimolo  troppo  forte affinché l’alpinista che è in lui non prenda il sopravvento, pensando a come scalare quella montagna ma, soprattutto, di  come sottrarsi  alla prigionia.

Insieme ad altri  due compagni  di  prigionia, Giovanni Balletto  e Vincenzo Barsotti, inizia i preparativi  per la fuga e, dopo alcuni  mesi, il 24 gennaio  1943 i  tre evasero  dal  Campo  354: a loro  disposizione, come unica mappa del  territorio, hanno l’etichetta di una scatola di  carne che raffigura il versante meridionale della montagna, mentre loro  dovranno  affrontare la via più impegnativa posta a nord.

Il 4 febbraio Benuzzi  e Balletto tentano  l’ascesa alla cresta ovest del Batian,  ma vengono respinti  dalle condizioni climatiche avverse.

Non resta che decidere di  ritornare dal loro  compagno  Barsotti, il quale li attendeva in una tenda di  fortuna.

Due giorni  dopo avranno  maggiore fortuna scalando  la Punta Lenana (4.985 mslm) lasciando in cima il tricolore che verrà trovato  anni  dopo  da alcuni  scalatori  kenioti.

Ormai,    stanchi  ed affamati,  comprendono  che l’unico modo  di  sopravvivere è quello di  riconsegnarsi  alle autorità inglesi  a Nanyuki.

Il generale Platt, a comando del  Campo 354, li  condanna dapprima a ventotto  giorni  di  isolamento ma, in seguito, in onore alla loro  impresa diminuirà la punizione a soli  sette giorni.

L’avventura di Felice Benuzzi e dei  suoi  due compagni verrà raccontata dal protagonista nel  suo  libro Fuga sul  Kenya  (No picnic on Mount  Kenya nella versione inglese) che prestò diventò un best-seller  della letteratura inglese dedicata alla montagna.

 

 

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