31 maggio 1941: il bombardamento di Dublino e le sue conseguenze

Soldati irlandesi nella Seconda guerra mondiale
Soldati irlandesi nella Seconda guerra mondiale

Liam O’Kelly è il nome di un personaggio inventato, mentre vera è la storia di un giorno  preciso del 1941: il 31  di  maggio.

Immaginiamo il nostro  Liam che passeggia per le strade di  Dublino in quel fatidico  giorno: all’improvviso un rumore assordante fa volgere lo sguardo  verso il cielo. Quello  che vide e che dapprima lo incuriosì, gli  fece comprendere che qualcosa di  grave stava accadendo.

In effetti, per un errore di  rotta, i  bombardieri  della Luftwaffe invece di centrare il loro  obiettivo, il posto  di  Belfast, riversano  le bombe su  Dublino causando molte vittime.

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Dopo la tragedia molti irlandesi vollero  arruolarsi  nell’esercito  britannico per combattere il nazismo, forse, fra di loro, poteva esserci  anche una persona reale dal nome di Liam O’kelly.

L’Irlanda di allora era l’unica nazione del Commonwealth a mantenere un profilo neutrale, arrivando  addirittura  a negare i propri porti alle navi  alleate.

La Gran Bretagna si  adoperò affinché L’Irlanda abbandonasse questa sua posizione per schierarsi  al fianco  degli  alleati. Ma l’allora capo  di  governo  irlandese, Eamon de Valera, rifiutò ogni  tipo  di  accordo basandosi sul fatto che i precedenti patti  presi con il governo inglese non vennero  mai mantenuti  da parte dell’Inghilterra.

Soprattutto pesava ancor di più sulla popolazione le conseguenze della guerra civile di  vent’anni prima (1922 -1923) per cui  l’Irlanda non  era in grado  di  sostenere l’impegno  di un conflitto.

Una cosa è però certa: la simpatia di Eamon de Valera nei  riguardi  di  Hitler (simpatia espressa anche dopo  la morte del  dittatore nazista) sicuro  che  mai i tedeschi  avrebbero  aggredito  l’Irlanda.

Quattro anni  dopo  la fine della Seconda guerra Mondiale, l’Irlanda uscì dal Commonwealth diventando, nel 1955, membro  delle Nazioni  Unite e dell’allora CEE (oggi Unione Europea): fu in quel  periodo che la Germania indennizzò l’Irlanda per il bombardamento  di  Dublino.

Ritorniamo  al nostro  Liam O’Kelly: lui, insieme a molti  suoi  connazionali combatté sia in Europa che nel Pacifico per abbattere il nemico della democrazia: molti irlandese morirono  per questa causa, eppure, una volta finita la guerra, al  rientro  in patria furono  addirittura tacciati  formalmente di  tradimento  per aver rotto  la neutralità combattendo per l’esercito inglese.

Conseguenza di  ciò, questi uomini  si  videro negare il diritto di partecipare ai  concorsi per un impiego pubblico e il diritto  a percepire una pensione.

Solo nel 2013 il Parlamento irlandese presentò una legge per ristabilire la giusta considerazione verso  questi uomini che si  sacrificarono per combattere il nazismo.

 

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